Carote ed un concorso!

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Questa sezione nasce dalla ferma convinzione che il primo passo per cucinare bene sia quello di conoscere la materia prima dei nostri piatti. Conoscere significa ricercare e capire la storia e le origini di quello che portiamo, spesso inconsapevolmente, sulle nostre tavole. In questa sezione troverete ogni mese un approfondimento su un alimento specifico, preferibilmente di stagione. Di ciascun cibo o bevanda trattato la nostra Anna vi farà scoprire oltre alla sua storia anche il suo significato nutrizionale (in termini occidentali e cinesi), insieme a qualche piccola curiosità. Ciò renderà ancora più interessante quel cibo che ogni giorno dà nutrimento al nostro corpo e sarà inoltre un pretesto in più per spaziare aldilà dei muri delle nostre cucine.

Inoltre, ogni mese avremo un concorso che ha come protagonista proprio l’ingrediente del mese! Vogliamo sapere qual’e’ la vostra ricetta preferita che ha come protagonista l’ingrediente del mese, come preferite mangiarlo o cucinarlo. Sceglieremo la ricetta migliore, la rifaremo su incuQIna e il vincitore riceverà’ un piccolo premio (sorpresa!).

Per partecipare, mandate le vostre ricette al nostro indirizzo email incuqina@gmail.com, oppure lasciate un commento qui sul post o su facebook prima del 25 marzo! Non vediamo l’ora di leggere le vostre ricette!

Carote 

Tagliatele trasversalmente e cosa vedete? Un occhio e non e’ un caso.

Se chiedessimo ad un bimbo di disegnare su un foglio un ortaggio, con buona probabilità’ lo vedremmo impegnato in ritrarre una bella carota. Un po’ per merito del loro colore vivace e un po’ per il loro sapore piuttosto dolce, le carote sono tra le verdure amate anche dai più piccoli. Un’altra possibile ragione del loro successo sta nel fatto che sono tra i cibi proposti durante lo svezzamento e quindi uno dei primi nuovi sapori a cui ci si avvicina. Abbiamo deciso dunque di aprire questa nuova sezione di incuQIna proprio partendo da loro! E’ giunto il momento di conoscere meglio questi ortaggi che fanno parte della nostra alimentazione fin dall’infanzia e che abbiamo sempre dato un po’ per scontato.

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si vede l’occhio?

Storia

Il nome scientifico delle carote e’ Daucus carota, derivante dal greco “dakkos” pianta selvatica. Dal punto di vista tassonomico appartengono alla stessa famiglia del sedano, del finocchio e del prezzemolo: le Apiaceae (o Umbelliferae), la cui caratteristica tipica sta nell’infiorescenza a forma di ombrello. Non hanno nulla a che vedere con le tanto simili pastinache (Pastinaca sativa), con cui spesso venivano e vengono confuse, anche nelle documentazioni scritte pervenuteci dal passato. Anche a causa di quest’equivoco capire il processo di selezione ed addomesticazione delle carote risulta complicato.

E’ certo che le carote che coltiviamo e mangiamo al giorno d’oggi (Daucus carota, sativus) derivano dalla carota selvatica, una pianta dalle radici biancastre e la cui diffusione in Europa e in alcune zone dell’Asia risale addirittura al Mesolitico. In principio le radici delle carote erano sottili, molteplici e di colore bianco o violaceo; solo attraverso i processi di selezione e coltivazione iniziati già circa 1000-1100 anni fa nelle zone dell’attuale Afghanistan hanno avuto origine le carote cui noi siamo abituati oggi. Possiamo distinguere due tipi principali di carote coltivate:

  • quelle orientali/asiatiche, dalle radici viola o giallognole, caratterizzate da un elevato contenuto di antociani
  • quelle occidentali, originatesi dalle orientali e poi diffuse dalla Turchia a tutto il bacino del Mediterraneo, di colore rossastro a causa di un alto tasso di carotene.

Le testimonianze ci suggeriscono che la carota fosse già conosciuta nell’antichità sia dagli Egizi che dai Greci. Non si sa con precisione se la coltivassero anche per mangiarne le radici o solo per i suoi semi, ma di sicuro veniva impiegata come medicamento e le si attribuivano qualità afrodisiache, oltre che riscaldanti. Si trovava sicuramente anche nei giardini della Roma antica, citata anche nel “De materia medica” di Pedanius Dioscorides (c. 40-90 dc) quale utile rimedio in caso di intossicazione. Si narra che le carote costituissero uno dei molti ingredienti del leggendario mithridatium (l’antidoto universale messo a punto dallo stesso Mitridate VI, 120-63 ac).  Le carote arancioni sono state invece selezionate in epoca abbastanza recente (attorno al XVI-XVII secolo) dagli Olandesi, ma fu per merito dei Francesi e nello specifico dell’orticoltore francese Louis de Vilmorin che possiamo gustare le più prelibate varietà di carota, come quella di Nantes e di Chantenay.

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queste carote si son dovute far strada in un terreno un po’ stretto…bruttine ma buone! 

Nutrizione

Delle carote si mangia abitualmente la radice, anche se non di rado in Oriente  vengono consumate anche le foglie giovani, in insalata o saltate in padella, mentre nell’antichita’ venivano usati  soprattutto i semi a scopo medicamentoso.

 Pur essendo le carote un cibo abbastanza povero dal punto di vista energetico (25-30 Kcal per 100 g), perchè composte principalmente da acqua e fibre, risultano essere una fonte preziosa di vitamine. Sono infatti in assoluto uno dei vegetali a più’ alto contenuto di carotene (soprattuttto beta ma anche alfa), anche chiamato provitamina A poiché’ viene poi convertito dal corpo in vitamina A. La vitamina A e’ una vitamina liposolubile, fondamentale per la visione e la differenziazione cellulare. Come tutte le vitamine liposolubili, può risultare tossica se consumata in grandi quantità perchè si accumula a livello epatico e il suo smaltimento risulta essere più’ difficile. Per quanto riguarda il carotene questo pericolo non sussiste. La sua conversione in vitamina A viene infatti regolata da un meccanismo di controllo che ne previene un suo eventuale eccesso.

Le carote contengono anche altri preziosi micronutrienti, come il potassio, le vitamine del gruppo B e la vitamina C e modeste quantita’ di calcio e ferro. 

Ma come fare in modo di trarre maggior beneficio da queste deliziose verdure?

In nutrizione il concetto di biodisponibilita’ (“la quota di un fattore nutritivo introdotto nell’organismo che viene effettivamente utilizzata”) e’ di fondamentale importanza. Nel caso specifico delle carote, il prezioso carotene si accumula  all’interno delle cellule a livello di organelli detti cromoplasti. Come tutte le cellule vegetali anche quelle delle carote sono circondate da robuste pareti, e per questo è molto più proficuo tritarle finemente o centrifugarle per rompere meccanicamente le pareti e avere accesso al prezioso carotene. Cuocerle aiuta ulteriormente al fine di ammorbidire la fibra, ed è consigliato condirle con una sostanza grassa (un goccio d’olio o un poco di burro) che consenta la solubilità’ della provitamina A. Anche in molte ricette pervenuteci dall’antichità’ si trovano cotte sempre con olio, insaporite spesso dal cumino e sfumate nel vino. Ecco alcuni trucchi per utilizzare al meglio queste verdure e per aiutare la nostra vista! Se siete curiosi di saperne di piu’ date un’occhiata ai link riportati qui sotto. 

Medicina tradizionale cinese

Per la Medicina Tradizionale Cinese la carota e’ un alimento di natura termica neutra (fresca se cruda, da evitare in caso di eccesso di freddo e deficit). Si dirige prevalentemente a Milza e risulta pertanto utile nei disturbi digestivi anche di bimbi e neonati, a Fegato (ha un effetto positivo appunto sulla vista*) e a Polmone (calma la tosse). Promuove inoltre la lattazione, ha un blando effetto diuretico ed aiuta ad abbassare il colesterolo.

*gli occhi sono gli orifizi legati all’energia di Fegato per la MTC

Se volete saperne di piu’:

https://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/06/10/crudo-non-e-sempre-meglio/ 

https://www.carrotmuseum.co.uk/

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