Grano saraceno (e un concorso)

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Care amiche ed amici di incuQIna, siamo felici di presentarvi l’ingrediente di questo mese: il grano saraceno! Abbiamo iniziato questo percorso di piccoli approfondimenti lo scorso mese con le carote  ed abbiamo deciso di proseguire con un nuovo alimento, un po’ meno conosciuto, ma molto interessante. Siete curiosi di scoprire perchè?

Allo stesso tempo lanciamo un altro concorso! Le regole son le stesse dell’ultima volta: vogliamo sapere qual è la vostra ricetta preferita che abbia il grano saraceno come protagonista, testeremo poi le migliori e dichiareremo il vincitore pubblicando la ricetta. Mandateci una mail a incuqina@gmail.com, lasciate un commento qui sotto oppure contattateci sulla nostra pagina facebook, prima del 31 maggio 2015!

Nome e storia

Il nome trae decisamente in inganno: il grano saraceno non ha nulla a che vedere con il grano. Non è infatti nemmeno un cereale vero e proprio e per questo viene incluso nella famiglia degli pseudo-cereali, che comprende anche quinoa e amaranto. Ma che cos’è di preciso? Ciò che si mangia non è che l’achenio (frutto secco che contiene un unico seme) di una pianta (Fagopyrum esculentum), appartenente alla famiglia delle Polygonaceae, la stessa del rabarbaro e dell’acetosa, e per questo il grano saraceno è naturalmente privo di glutine ed adatto all’alimentazione delle persone celiache.

Con buona probabilità la sua coltivazione è iniziata in Cina, nella meravigliosa regione dello Yunnan, circa un migliaio di anni fa e a partire dal XIV-XV secolo si è diffusa in tutta l’Asia e l’Europa settentrionale. Oggigiorno i maggiori produttori e consumatori di grano saraceno sono Russia e Polonia, poichè questa pianta riesce a crescere bene anche in terreni poveri e resiste alle rigide temperature invernali. In Italia viene coltivata nelle province di Bolzano e Sondrio. In primavera sbocciano i suoi fiori bianchi e rosa, che attraggono numerose api e permettono loro di produrre un ricco miele dal colore scuro.

Utilizzo

Di dimensione simile a quella del grano, il grano saraceno ha una forma triangolare e per questo necessita di un macchinario particolare per la rimozione della sua capsula esterna ed essere reso così edibile. Dopo la decorticazione, acquisisce il caratteristico colore verde scuro-marroncino e tostato acquisisce un sapore più deciso più. Viene macinato in farina, utilizzata nelle crepes (gallettes) bretoni, nei pizzoccheri valtellinesi e nei blini russi, e mescolato assieme a farine contenenti glutine per la panificazione.

Nutrizione

Come tutti i prodotti integrali, anche il grano saraceno ha un alto contenuto in fibre e di conseguenza un basso indice glicemico, risultando indicato quindi anche per l’alimentazione delle persone diabetiche. E’ anche utile nella prevenzione del diabete di tipo 2 grazie al suo contenuto di chiro-inositolo, una sostanza che sembra aumenti la sensibilità delle cellule all’insulina.

Inoltre diversi studi hanno mostrato che il suo consumo è associato ad un rischio minore di sviluppare ipercolesterolemia ed ipertensione, probabilmente per merito della presenza di potenti antiossidanti, i flavonoidi, ed in particolare della rutina e quercitina. Il grano saraceno fornisce anche una buona fonte di minerali preziosi come magnesio, manganese, fosforo e rame. Infine è importante sottolineare come nonostante il suo contenuto relativamente basso di proteine (11%), il grano saraceno contenga tutti e 8 gli amminoacidi essenziali, inclusa la lisina, caso eccezionale tra i cereali. Nutrizionalmente parlando, davvero una bomba!

Medicina Tradizionale Cinese

Secondo la MTC, il grano saraceno ha un’energia termica fresca ed è di sapore dolce. La sua azione si esplica principalmente sul sistema digerente (Milza e Stomaco), ma agisce anche su Intestino Crasso e Cuore (nota la sua proprietà di rinforzare i vasi sanguigni). Quando c’è bisogno di nutrire e apportare buona energia ed allo stesso tempo drenare Umidità e purificare Calore, possiamo ricorrere a questo prezioso alimento: la primavera quindi è la migliore stagione per consumarlo!

Cucinare il grano saraceno

Provate i grani: tostateli velocemente in padella con un po’ d’olio e poi fateli cucinare in doppio volume d’acqua, coperti, fino a quando l’acqua si sarà asssorbita. Saranno un’insolita base per insalate tiepide o fredde, o un valido sostituto per il cus cus.

Lasciatevi tentare dai suoi fiocchi: preparate un porridge per colazione con il latte di mandorle (come abbiamo fatto qui) oppure mischiateli semplicemente con un po’ di yogurt e magari dei frutti di bosco freschi e qualche noce.

Mettetevi alla prova con impasti a basso contenuto di glutine: qui la nostra ricetta per preparare una versione light dei pizzoccheri alla valtellinese.

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Volete saperne qualcosa di più?

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