Rituale mattutino # 2: I 5 tibetani

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Ora che il rituale del mattino #1 è stato agevolmente incorporato nei vostri gesti quotidiani e fa già sentire i suoi benefici effetti, siamo pronte a svelarvi il passo successivo per proseguire sulla strada del buon giorno.

Ecco qui la lista degli ingredienti del rituale del mattino # 2:

  • una generosa manciata di spazio;
  • un tappetino;
  • un pizzico di pazienza.

Eh si, il secondo rituale che darà una svolta alle vostre giornate implica un piccolo sforzo fisico ma in cambio regala all’istante una potente carica (provare per credere).

Si tratta dei “Cinque tibetani”: cinque semplici esercizi da fare in successione che provengono dall’antica tradizione tibetana e che hanno l’effetto di smuovere l’energia di tutti i chakra e di provocare un’immediata sensazione di calore e di forza. I chakra sono i sette centri energetici del nostro corpo o “vortici”, campi elettrici con centro nelle sette ghiandole endocrine, che in un corpo sano ruotano a grande velocità.

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Raccomandazioni:

  • Iniziate con tre ripetizioni consecutive di ciascun rito per la prima settimana ed aumentate di 2 ogni settimana (5 x nella seconda settimana, 7 x nella terza, 9 x nella quarta…) fino arrivare a 21 ripetizioni.  
  • Per la loro forte azione tonificante meglio non praticare questi esercizi alla sera e prestare attenzione in caso di vertigini, pressione bassa e problemi di equilibrio.

Rito 1: In piedi, allargate le braccia parallele al pavimento, con i palmi della mani rivolti verso il basso. Ruotate su voi stessi in senso orario, senza spostarvi dal punto di partenza e cercando di tornare con lo sguardo su un punto fisso. Lo scopo i questo esercizio è accelerare la velocità dei vortici.

Rito 2: Distendetevi sulla schiena, con le braccia stese lungo i fianchi e i palmi delle mani sul pavimento con le dita unite e rivolte verso i piedi; INSPIRANDO, sollevate il capo da terra, ripiegando il mento verso il petto; sollevate le gambe con le ginocchia tese, portandole in posizione verticale, piedi a martello; ESPIRANDO,  abbassate gambe e capo.

Rito 3: Inginocchiati sul pavimento con il busto eretto, portate le braccia distese lungo i fianchi e con le mani appoggiate ai muscoli delle cosce; INSPIRANDO, inclinate il capo e il collo e ripiegate il mento sul petto; ESPIRANDO, inclinate dolcemente il capo all’indietro inarcando al massino la spina dorsale.

Rito 4: Sedetevi a terra con le gambe distese (leggermente divaricate, stessa ampiezza delle spalle) e i palmi delle mani a terra all’altezza dei glutei e con le dita rivolte verso i piedi; INSPIRANDO, piegate il mento verso il petto; ESPIRANDO, pprofondate il capo all’indietro fino a dove possibile; Sollevate il bacino facendo forza sulle braccia, senza muovere mani e piedi, formando con il busto una linea parallela al pavimento. Mantenere la posizione per qualche secondo e poi inspirate e tornate alla posizione di partenza.

Rito 5: Sostenete il corpo, rivolto al pavimento, con le mani e le dita dei piedi flesse; ESPIRANDO, gambe e braccia tese tengono il corpo sollevato dal pavimento mentre la schiena si inarca ed il capo si inclina all’indietro dolcemente; INSPIRANDO: tenendo mani e piedi fermi salite con il bacino, fino a formare una V capovolta, mentre portate il mento verso il petto.

Se volete saperne di più, leggete “I cinque Tibetani, l’antico segreto della fonte della giovinezza” di Peter Kelder (ed. Mediterranee).

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