Una storia di polpette

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Oggi vi chiediamo di mettervi comodi perché vi vogliamo raccontare una storia ambientata a Londra, che parla di ricette di famiglia della gioia di cucinare. Una storia che parla del nostro amore per cucinare ovunque.

E’ metà di un maggio bizzarro e freddo quando Anna decide di partire alla volta di Londra per andare a trovare Camilla: non si vedono da Natale. Camilla l’aspetta alla stazione della metro ad Highbury&Islington con la sua bicicletta gialla ed il suo sorriso grande: sono abbracci. Camminando attraverso un fiume di chiacchiere e dopo aver costeggiato il luna park arrivano ad una casa color panna, circondata da piante rampicanti e  custodita da un grosso gatto.

Dopo un impegnativo venerdì sera al pub, il sabato mattina si svegliano lentamente, assieme alla City che pure rallenta il ritmo e lascia che sprazzi di sole e raffiche di vento dal Nord riempiano il suo cielo.

Iniziano così i preparativi di quella che sarà una bella cena tra amici e, lista della spesa alla mano (+ svariati caffè in corpo), partono per il classico giro di ricognizione nei negozi del quartiere. La gente è cordiale e, nonostante molte cose siano diverse, Anna e Camilla sono felici di constatare come alcuni gesti e parole siano in realtà a loro famigliari qui come a Barcelona.  

Quattro buste della spesa dopo, è giunto il momento di rimboccarsi le maniche. Da dove iniziare? “Senza dubbio, dalle polpette” risponde Camilla che sfodera la mail con la ricetta della mamma, in cui Lucia appunto suggerisce di prendersi del tempo per far sì che il preparato riposi in frigorifero qualche oretta prima di procedere a far le polpette e a cuocerle.

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A questo proposito, torna alla mente il brano di un bel libro (“Il riposo della Polpetta“, appunto) in cui il famoso e simpatico esperto di storia dell’alimentazione Massimo Montanari osserva, prendendo spunto appunto dal riposo della polpetta, come nella pratica della cucina sia fondamentale il rispetto paziente dei tempi e come spesso il confine tra un disastro ed un manicaretto stia davvero in tutte quelle premure ed accortezze che forse a primo avviso sembrano banali.

Che le polpette fossero buone e un po’ “pigre”, Anna e Camilla lo sapevano; quello che non si aspettavano era che fossero anche sagge.

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Per 6 persone –Difficoltà media- Tempo di preparazione: 1h (più 1h di riposo) 

Ingredienti: 

  • 300 gr maiale macinato
  • 300 gr vitello macinato
  • 2 uova
  • 3 cucchiai parmigiano grattugiato
  • sale
  • 2 fette di mollica di pane bagnate
  • latte
  • farina
  • olio evo
  • burro (facoltativo
  • mezzo bicchiere di vino bianco

Come fare:

  1. Mettete le molliche di pane a bagno nel latte tiepido, e strizzatele bene;
  2. Mescolare con cura la carne di maiale e quella di vitello con le uova, il parmigiano, il sale e il pane ben strizzato.  Cominciate con una forchetta e poi continuate a lavorare con le mani;
  3. lasciate l’impasto in frigo per un’oretta a insaporire;
  4. Formare delle polpettine (più o meno la dimensione di un’albicocca) e passatele nella farina;
  5. Scaldare in una padella antiaderente abbondante olio evo, e se volete farvi un regalo aggiungete una noce di burro.
  6. Fate dorare bene le polpettine da tutti e due i lati  e sfumate con il vino bianco . Per completare la cottura abbassate la fiamma e coprite con un coperchio per una decina di minuti rigirandole un paio di volte .

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