La crostata di zia

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Oggi vogliamo condividere con voi una delle nostre ricette di famiglia. Non pensiamo che la crostata abbia bisogno di ulteriori introduzioni. È forse uno dei dolci più comuni, ripieno di marmellata o crema pasticcera e decorato con la frutta, perfetto per dolci colazioni, merende o per concludere un lauto pasto. E sì, è burrosa. Nessuna scusa qui, non c’è detox che tenga!

Nella famiglia di Camilla è la torta per eccellenza per ogni occasione speciale. Zia è sempre incaricata di prepararla e portarla a pranzi, cene e feste in famiglia. Tutti amano la “crostata di zia”. Nel corso degli anni, Zia ha perfezionato la sua arte nella realizzazione della pasta, nella scelta del migliore marmellata, nel trovare il modo migliore per decorarla. La sua fama eè ormai ben oltre i confini famigliari: amici, parenti acquisiti, colleghi, amici di amici ormai ne conoscono la fama e ne hanno provato la dolce, irresistibile pasta. Ogni volta che Zia è invitata ad una cena o una festa, e entra portando la teglia rotonda coperta con un canavaccio colorato, i padroni di casa chiedono speranzosi “è La crostata?”.

Inoltre, la popolazione si divide spesso in due: chi ama la crosta, e chi invece preferisce la parte centrale, piena di marmellata. E così si formano squadre improvvisate, coppie di mangiatori di marmellata e divoratori di bordi, che si dividono gli ultimi pezzi scambiandosi le parti preferite

Nella tradizione ci sono diversi modi preparare la frolla. Alcuni mettono uova intere, altri solo il tuorlo, alcuni mischiano prima il burro e lo zucchero insieme e poi aggiungono le uova un po’ alla volta. Per noi, questa è la frolla migliore, friabile e morbida, pluricollaudata. E per quanto riguarda la decorazione della crostata, il reticolo fatto a mano con rotolini di frolla un po’ cicciotti.

L’impasto è perfetto anche per fare dei biscotti. Abbiamo preparato della frolla e portata a casa di amici, insieme a delle delle formine colorate: ed ecco organizzato un pomeriggio a giocare ai pasticceri con una meravigliosa 4enne, ed è stato un successo!

Qui sotto trovate anche un piccolo video di Zia stessa che prepara la crostata. Un breve tutorial che vi guida attraverso la ricetta e svela alcuni dei suoi segreti!

Non ci resta che augurarvi Buon Appetito, e fateci sapere come va!

Per un po’ di amici -Difficoltà media- Tempo di preparazione: 30’+ 1h riposo +40′ di cottura

Ingredienti:

  • 4 tuorli (uova medie o grandi)
  • 200 gr. Burro
  • 200 gr. Zucchero
  • 400 gr. Farina
  • 1 vasetto di marmellata

Come fare:

  • Monta bene i tuorli con lo zucchero;
  • aggiungi il burro morbido a pezzetti e la farina e mescola velocemente;
  • forma una palla con l’impasto,  avvolgilo nella pellicola e fallo riposare in frigo per un’ora;
  • La pasta sarà un po’ dura. Lavorala velocemente con un pizzico di farina e vedrai che diventerà morbida ed elastica. A questo punto la puoi utilizzare per fare una crostata,dei biscotti o qualsiasi cosa ti venga in mente;
  • Per la crostata stendi due terzi della pasta e mettila in una teglia bassa, imburrata ed infarinata;
  • rifila con il coltello l’eccesso di pasta;
  • stendi la marmellata sulla pasta fino ad un centimetro dal bordo;
  • con la pasta rimanente fai il reticolo ed il bordo;
  • cuoci nel forno pre-riscaldato in forno a 180 gradi per 30/40 minuti (la pasta deve essere dorata).
  • Aspettate che si raffreddi prima di servirla.

Stiamo ascoltando:

www.youtube.com/watch?v=gLZ-i2hu6GA

Grano saraceno (e un concorso)

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Care amiche ed amici di incuQIna, siamo felici di presentarvi l’ingrediente di questo mese: il grano saraceno! Abbiamo iniziato questo percorso di piccoli approfondimenti lo scorso mese con le carote  ed abbiamo deciso di proseguire con un nuovo alimento, un po’ meno conosciuto, ma molto interessante. Siete curiosi di scoprire perchè?

Allo stesso tempo lanciamo un altro concorso! Le regole son le stesse dell’ultima volta: vogliamo sapere qual è la vostra ricetta preferita che abbia il grano saraceno come protagonista, testeremo poi le migliori e dichiareremo il vincitore pubblicando la ricetta. Mandateci una mail a incuqina@gmail.com, lasciate un commento qui sotto oppure contattateci sulla nostra pagina facebook, prima del 31 maggio 2015!

Nome e storia

Il nome trae decisamente in inganno: il grano saraceno non ha nulla a che vedere con il grano. Non è infatti nemmeno un cereale vero e proprio e per questo viene incluso nella famiglia degli pseudo-cereali, che comprende anche quinoa e amaranto. Ma che cos’è di preciso? Ciò che si mangia non è che l’achenio (frutto secco che contiene un unico seme) di una pianta (Fagopyrum esculentum), appartenente alla famiglia delle Polygonaceae, la stessa del rabarbaro e dell’acetosa, e per questo il grano saraceno è naturalmente privo di glutine ed adatto all’alimentazione delle persone celiache.

Con buona probabilità la sua coltivazione è iniziata in Cina, nella meravigliosa regione dello Yunnan, circa un migliaio di anni fa e a partire dal XIV-XV secolo si è diffusa in tutta l’Asia e l’Europa settentrionale. Oggigiorno i maggiori produttori e consumatori di grano saraceno sono Russia e Polonia, poichè questa pianta riesce a crescere bene anche in terreni poveri e resiste alle rigide temperature invernali. In Italia viene coltivata nelle province di Bolzano e Sondrio. In primavera sbocciano i suoi fiori bianchi e rosa, che attraggono numerose api e permettono loro di produrre un ricco miele dal colore scuro.

Utilizzo

Di dimensione simile a quella del grano, il grano saraceno ha una forma triangolare e per questo necessita di un macchinario particolare per la rimozione della sua capsula esterna ed essere reso così edibile. Dopo la decorticazione, acquisisce il caratteristico colore verde scuro-marroncino e tostato acquisisce un sapore più deciso più. Viene macinato in farina, utilizzata nelle crepes (gallettes) bretoni, nei pizzoccheri valtellinesi e nei blini russi, e mescolato assieme a farine contenenti glutine per la panificazione.

Nutrizione

Come tutti i prodotti integrali, anche il grano saraceno ha un alto contenuto in fibre e di conseguenza un basso indice glicemico, risultando indicato quindi anche per l’alimentazione delle persone diabetiche. E’ anche utile nella prevenzione del diabete di tipo 2 grazie al suo contenuto di chiro-inositolo, una sostanza che sembra aumenti la sensibilità delle cellule all’insulina.

Inoltre diversi studi hanno mostrato che il suo consumo è associato ad un rischio minore di sviluppare ipercolesterolemia ed ipertensione, probabilmente per merito della presenza di potenti antiossidanti, i flavonoidi, ed in particolare della rutina e quercitina. Il grano saraceno fornisce anche una buona fonte di minerali preziosi come magnesio, manganese, fosforo e rame. Infine è importante sottolineare come nonostante il suo contenuto relativamente basso di proteine (11%), il grano saraceno contenga tutti e 8 gli amminoacidi essenziali, inclusa la lisina, caso eccezionale tra i cereali. Nutrizionalmente parlando, davvero una bomba!

Medicina Tradizionale Cinese

Secondo la MTC, il grano saraceno ha un’energia termica fresca ed è di sapore dolce. La sua azione si esplica principalmente sul sistema digerente (Milza e Stomaco), ma agisce anche su Intestino Crasso e Cuore (nota la sua proprietà di rinforzare i vasi sanguigni). Quando c’è bisogno di nutrire e apportare buona energia ed allo stesso tempo drenare Umidità e purificare Calore, possiamo ricorrere a questo prezioso alimento: la primavera quindi è la migliore stagione per consumarlo!

Cucinare il grano saraceno

Provate i grani: tostateli velocemente in padella con un po’ d’olio e poi fateli cucinare in doppio volume d’acqua, coperti, fino a quando l’acqua si sarà asssorbita. Saranno un’insolita base per insalate tiepide o fredde, o un valido sostituto per il cus cus.

Lasciatevi tentare dai suoi fiocchi: preparate un porridge per colazione con il latte di mandorle (come abbiamo fatto qui) oppure mischiateli semplicemente con un po’ di yogurt e magari dei frutti di bosco freschi e qualche noce.

Mettetevi alla prova con impasti a basso contenuto di glutine: qui la nostra ricetta per preparare una versione light dei pizzoccheri alla valtellinese.

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Volete saperne qualcosa di più?

www.whfood.com

www.usaemergencysupply.com

www.agraria.org

È tempo di insalate

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[button link=”https://www.youtube.com/watch?v=OUpP02enWgU” color=”blue”]Stiamo ascoltando: Spoon- I turn my camera on[/button]

L’insalata dove la mettiamo?

A seconda dei gusti e delle tradizioni, le insalate vengono inserite nel menu in varie posizioni. Vi sarà capitato di notare come compaiano infatti nella lista dei primi piatti in Nord Europa mentre man mano che ci muoviamo verso sud siano considerate alla semplice stregua di contorni, un accompagnamento leggero ai sostanziosi secondi piatti.

Oggi care amiche ed amici di incuQIna, vogliamo condividere con voi un’insalata che fa da protagonista, un piatto unico ricco, nutriente e colorato. L’abbiamo ideata per un Yoga-Detox retreat organizzato dalla nostra amica Marijke, talentuosa fotografa e cuoca amante delle sperimentazioni, insieme allo studio Moyo yoga di Mechelen. Vi racconteremo anche di questi due giorni di detox e pratiche di yoga nel rilassante contorno dello Zeeland.

Ma torniamo alla nostra insalata. Questo è un piatto vegano e senza glutine in cui vengono mescolati assieme ingredienti cotti e crudi per creare una consistenza croccante e morbida allo stesso tempo. Piuttosto veloce, facile, non richiede attrezzature speciali ed è davvero buona.

Patate e ceci ne forniscono la solida base e grazie alla loro natura termica neutra e al loro sapore dolce apportano una buona energia al centro (a Milza-Stomaco). Anche i fagiolini verdi si muovono nella stessa direzione e in particolare calmano la sete, mentre l’aggiunta dei carciofi rende questo piatto perfetto per la primavera per il loro effetto calmante-drenante su Fegato e Vescicola biliare. Infine i pomodorini tondi e croccanti sono un segno che l’estate tanto lontana non è!

Giusto un pizzico di semi di lino per dare consistenza alla salsa leggera e buon appetito!

Per 4 persone –Facile- Tempo di preparazione: 30′ (più 1 giorno per ammollo e 1h di cottura dei ceci)

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Ingredienti

  • 50 gr di ceci secchi (o 150 gr già lessati)
  • 600gr di patate
  • 3-4 carciofi (circa 1kg)
  • 300 gr di fagiolini
  • 15-20 pomodorini
  • 2 limoni
  • olio evo
  • ¼ tazza di semi di lino

Come fare:

  1. Ceci: Metteteli ammollo una notte; scolateli e metteteli a cuocere in una pentola con abbondante acqua fredda. Lasciate bollire per circa 45 minuti, quindi aggiungete un po’ di sale. Se non li cucinate immediatamente, meglio lasciarli nella loro acqua di cottura, si conserveranno cosí anche in frigo per diversi giorni;
  2. Patate: sbucciate e lessatele, poi scolate e tagliatele in 4.
  3. Carciofi: Riempite una ciotola con acqua fredda e il succo di mezzo limone. Pulite bene i carciofi eliminando le foglie esterne dure e pelate i gambi. Ricordatevi di strofinarli sempre bene con un limone per evitare che diventino neri. Tagliateli in 4 ed eliminate eventuale barba interna e spine, lasciandoli nella ciotola con acqua e limone finché non avete finito di pulirli tutti; metteteli a bollire insieme ai fagiolini per circa 15 minuti
  4. Fagiolini: Rimuovere le estremità dai fagiolini e lavateli; metterli a bollire con i carciofi per circa 15 minuti
  5. Pomodorini: lavateli e tagliateli a metà;
  6. Semi di lino: lasciateli in ammollo per 4 ore o per una notte. Scolateli e lavateli bene.
  7. Mettete tutti gli ingredienti in una ciotola, condite con i semi di lino e una salsina preparata mischiando 6 cucchiai di olio d’oliva, il succo di mezzo limone e un pizzico di sale.

We are listening to: 

Spring detox: fatto!

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Pensavate che la detox ci avesse ammazzato?! E invece,no! Siamo ancora vive, amici, e più forti di prima! 🙂 Oggi vi raccontiamo com’è andata quest’esperienza e cosa ne abbiamo ricavato.

D’accordo, ammettiamo che i primi giorni non siano stati semplici ma abbiamo cercato di adoperarci al massimo per fare un po’ di “pulizia” e togliere il superfluo dalle nostre tavole: con superfluo intendiamo gli sfizi che se diventano regola ed abitudine, storpiano ed affaticano. In compenso abbiamo riscoperto il piacere di arricchire quotidianamente i nostri piatti con tante verdure di stagione ed in particolare abbiamo utilizzato spesso carciofi ed erbe verdi, classici prodotti della primavera dalla profonda azione purificante. Per insaporire non ci siamo scordate delle spezie e siamo state particolarmente generose con la curcuma, antiinfiammatorio naturale e grande aiuto per il fegato (aggiungere sempre un pizzico di pepe per attivarne le proprietà). La frutta è entrata a far parte delle nostre colazioni tutte le mattine e ci siamo ricordate di portare con noi della frutta secca da sgranocchiare durante il giorno, onde evitare di indulgere in qualche peccato di gola. Vediamo ora quali sono stati i momenti più critici.

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Colazione di frutta

Tra le cose più complicate da fare per Anna è stato rinunciare al caffè, in quanto per lei non e’ solo una semplice bevanda ma un rituale ed un piacevole intermezzo che entra nelle giornate e le rende più belle. Sostituirlo con te’ verde ha aiutato ad evitare la crisi di astinenza da caffeina ma diciamocelo, non e’ esattamente la stessa cosa di una tazzina di espresso!

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Minestrone in stile asiatico per una cena leggera

Per Camilla lo stesso problema è sorto per dire di no alla birra che accompagna le molteplici occasioni sociali che offre Brussels (sua casa temporanea) ma la nostra temeraria ha cercato di sopperire a questa momentanea mancanza ordinando, invece di una delle mille meravigliose e frizzanti birre belghe, profumate infusioni e centrifugati di frutta naturale prima di lanciarti in maratone podistiche in giro per la città.

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Ordinare un succo di mela e zenzero invece di una birra di Brussel…

Quanto a Francesca, il suo feed-back sulla detox non ci è pervenuto dal momento che la primavera non ha ancora toccato Boston e quando fa ancora freddo non è molto indicato ne allettante sottoporsi a questo tipo di cambiamenti alimentari. Del resto però sappiamo che la nostra si è cimentata in antiche pratiche ayurvediche di digiuno in autunno e, a maggior ragione, ora che si trova ad affrontare le sfide del Nuovo Continente ha bisogno di forza e del nostro totale appoggio, ergo assente giustificata.

E voi come state? Cosa ne pensate di qualche giorno di riordino alimentare? Pronti a vedere qual e’ la prossima tappa del programma?

Salviamo gli scarti! Calamari e baccelli di fava

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Today’s about food waste and leftovers recycling: because of habits, ignorance or commonplace, we end up trashing every day lots of perfectly edible food.

Every time you buy and eat the marvelous fresh beans just don’t throw away the pods: save them from the trash bin and throw them in the pan! Wash them, get rid of the hardest edges, and put them to boil together with a potato. Drain them when soft, blend all together and adjust of salt and olive oil. Voilà! A rather fancy broad beans puree is ready for the table! We served them with delicious squids quickly cooked in a pan (but grilling them would have been perfect too!) topped with caramelized lemon.

Since overfishing is an issue, we also invite all of you to consume fish in a more responsible way: do it less, buy fish of a certain quality and make sustainable choices, healthier for you and for our planet. Choosing a good fishmonger is essential! Look for someone who is well prepared, that can help you understand the origins of the fish you are buying and who respects the sea.

Regarding food waste, have a look to this amazing website from Livia Casali: https://ecocucinaen.wordpress.com/  She is all about cooking with those things wrongly labelled as “food scraps”, and turning them in delicious, nutritious meals. We tried some of her recipes and they are really delicious, and an eye opener of all we can use and recycle in the kitchen!

So, if tomorrow you’ll celebrating worker’s day with a picnic with Fave e Pecorino, keep the buds!

Serves 4 -Medium Difficutly- Prep time: 40 minutes

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You will need:

  • 4 squids
  • 1 lemon (BIO!)
  • broad beans pods
  • 1 potato
  • extra virgin olive oil
  • salt
  • 1 glass of white whine
  • 2 tsp sugar

How to:

-the puree

  1. Clean the broad beans and cut off the edges, peel the potato and put everything to boil until soft;
  2. drain (keeping half a cup of water aside) and using a hand mixer blend everything together. Use a little bit of cooking water and olive oil to make the blending easier. Adjust of salt.

-the caramelized lemon skin

  1. Peel the lemon and cut the skin in stripes;
  2. put half a cup of water in a pan to boil with 2 tsp of sugar and let boil for 3-4 minutes;
  3. add the lemon peel and let cook for 5 minutes.

the squids:

  1. Clean well the squids, removing all the internal parts and the outer skin;
  2. heat up a little olive oil in a pan, and add the squids;
  3. cook for 2-3 minutes each side, then add half a glass of white wine and let cook until it dissolves. Alternatively, grill the squids;
  4. lay some broad beans puree, then the squids and finish off with the caramelized lemon.

We are listening to:

1 maggio: Fave e Pecorino

fave e pecorino (1 of 3)Cosa fate il primo maggio? Per qualunque picnic, pranzo o scampagnata che si rispetti non fatevi mancare Fave e Pecorino: antipasto tipico del Lazio che celebra i sapori della primavera e funziona da passatempo in attesa delle vere e proprie pietanze. Non necessita di una vera e propria preparazione: dovrete solo procurarvi delle fave, non difficili da trovare fresche al mercato, e del pecorino di qualità (attenzione all’origine del prodotto) ed il gioco è quasi fatto! Siamo pronti per stendere la coperta sul prato, stappare una bottiglia di rosso e festeggiate il giorno dei lavoratori sgranando e sgranocchiando fave e scaglie di formaggio.

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E indovinate un po’? Come spesso accade per le ricette tradizionali, questo è pure un piatto ben bilanciato dal punto di vista energetico. Il pecorino, come in generale i formaggi di pecora stagionati, è di natura termica tiepida e scalda bene gli organi digestivi, nutrendo Sangue e Yin. La combinazione qui con le fave riduce la sua naturale tendenza a creare Umidità. Le fave infatti, come tutti i legumi, hanno una blanda azione diuretica ed agiscono principalmente su Milza e Stomaco grazie al loro sapore dolce e alla loro natura termica neutra, aiutando così le funzioni digestive.

Ricordatevi che i baccelli sono commestibili, ma possono essere cucinati e mangiati! Non buttateli che presto vi faremo vedere come utilizzarli.

Facile, buono: provatelo e riscoprite il sapore delle cose semplici!

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Stiamo ascoltando: 

Past’ecceci

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Oggi care amiche e cari amici di incuQIna vi proponiamo una ricetta tipica italiana: la pasta e ceci. Ebbene sì, nonostante i nostri molteplici viaggi e le frequenti incursioni nelle cucine di altri Paesi, è con grande piacere che torniamo a casa nostra e ci coccoliamo con il cibo della mamma. Nella fattispecie questo piatto deriva dalla tradizione contadina romana e ce l’ha fatto riscoprire la nostra Camilla che spesso si diletta a cucinare i piatti tipici della sua terra.

Dal punto di vista nutrizionale, come del resto spesso accade con le ricette dell’antica tradizione popolare, ci troviamo di fronte ad una piccola meraviglia che nella sua “povertà” racchiude molti nutrienti ben bilanciati: buon apporto di carboidrati a lento rilascio (la pasta), di proteine vegetali (date per lo più dai ceci) e di grassi insaturi (olio di oliva). Perfetto anche per chi segue una dieta vegetariana o vegana, ve lo consigliamo soprattutto a pranzo, accompagnato da un buon contorno di verdure, in modo da rimanere sazi a lungo senza appesantirvi. Perfetto per la vostra schiscietta, quindi, anche perche pasta e ceci è parte di quei fantastici piatti che mangiato il giorno dopo acquista ancora più sapore, da provare!

Dal punto di vista della MTC, abbiamo qui un piatto perfetto per la stagione primaverile grazie alla presenza dei ceci (natura termica neutra/fresca) ed alla loro blanda azione nutriente sul Sangue di Fegato. E che dire della alla combinazione con il rosmarino? Quest’erba aromatica è un vero alleato contro la classica stanchezza di questi giorni!

Ancora una volta ecco una dimostrazione di come mangiare bene, sia facile e molto buono.

Buon pranzo!

PS: (In frigorifero in un contenitore ben chiuso si conserva senza problemi per un paio di giorni).

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Ingredienti: 

  • 250gr ceci secchi
  • 100 gr pastina o pasta lunga spezzettata (preferibilmente all’uovo)
  • 3 tbsp olio evo
  • rosmarino (o, se preferite, salvia)
  • 1 cucch. concentrato di pomodoro o 1/2 tazza di passata
  • 1 spicchio d’aglio
  • sale

Come fare:

  1. Lasciate i ceci ammollo per una notte;
  2. scolateli e metteteli a cuocere in abbondante acqua fredda;
  3. lasciateli cuocere per circa 45 minuti dal momento in cui l’acqua inizia a bollire, poi salateli. Se non continuate la preparazione immediatamente, lasciate i ceci nella loro acqua di cottura;
  4. conservate l’acqua di cottura e passate 2/3 dei ceci con un passino o un frullatore ad immersione;
  5. soffriggete uno spicchio d’aglio in un po’ d’olio con il rosmarino in una padella grande;
  6. dopo 2-3 minuti aggiungete il pomodoro e lasciate cuocere per altri 2-3 minuti;
  7. aggiungete i ceci (interi e passati) e cuocete a fuoco basso per 5-10 minuti;
  8. cuocete la pasta in una parte di acqua di cottura dei ceci, e a cottura ultimata buttate in pentola anche i ceci insaporiti;
  9. servite con un filo d’olio. Conservate la rimanente acqua di cottura dei ceci, in caso doveste scaldare la minestra di nuovo.

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Social Onions

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E chi l’ha detto che la cipolla sia anti-sociale? Oggi vi dimostreremo esattamente il contrario.

Prendete delle cipolline fresche e lasciatele cucinare a lungo con zucchero e aceto. Quello che vi aspetta è un delizioso antipasto da condividere con gli amici in una di queste fresche serate che sono un preludio alla primavera oppure uno stuzzichino sano da portare ad un anticipo di pic-nic fuori porta. Provate come il sapore deciso delle cipolle, dato dal loro alto contenuto di solfossidi, si stemperi durante la lunga cottura con lo zucchero, conferendo una migliore digeribilità a questo piatto e vedrete che anche i piu’ “sospettosi” tra i vostri ospiti si lascino piacevolmente tentare!

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And the winner is…

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Cari amiche e amici di incuQIna,

ecco a voi le vincitrici del concorso Carrot and a contest!

Come vi abbiamo preannunciato a Marzo, ogni mese vi presenteremo un ingrediente sul quale faremo un piccolo approfondimento nutrizionale e non solo. Siamo partite quindi con la carota ed in questo mese abbiamo accolto con gioia i vostri suggerimenti.

Non è stato facile stabilire un vincitore ed abbiamo deciso di sceglierne due, a pari merito. Ovviamente abbiamo testato le ricette e possiamo davvero assicurarvi che sono buone e gustose; inoltre quello che ci ha colpito è che sono entrambe molto equilibrate dal punto di vista nutrizionale.

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Secondo passo: una semplice guida alla giornata detox tipo

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[button link=”https://www.youtube.com/watch?v=qsiA4AtHnxg” color=”blue”]Stiamo ascoltando questi Mantra: India Yoga Relaxing Music Meditation Vocal | Stress relief Music – Spa Music [/button]

Qualche giorno di disintossicazione non fa male. Entriamo oggi nel vivo della questione e, come vi abbiamo promesso, scopriamo assieme come sfruttare al meglio la primavera per tornare in forma e perdere qualche fastidioso rotolino, “gentile” omaggio dell’inverno e delle sue molteplici occasioni di bisboccia.

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